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Istruzioni per la semina dei peperoncini

Pubblicato Da: Alessandro Sichel In: Peperoncino On: domenica, febbraio 7, 2016 Commento: 0 Hit: 934

Ho comprato i semi di peperoncino! Ora come faccio a seminarli? Quali accorgimenti devo adottare? Dove semino? Quando semino? Un piccolo “vademecum” di risposte, ideale per tutti coloro che vogliono cimentarsi con la semina dei peperoncini!.

Ho comprato i semi di peperoncino! Ora come faccio a seminarli? Quali accorgimenti devo adottare? Dove semino? Quando semino?.

Questo articolo (estratto dalla nostra Guida Tecnica sulla coltivazione del peperoncino piccante scritta da Alessandro Sichel) è un piccolo “vademecum” di risposte, ideale per tutti coloro che vogliono cimentarsi con la semina dei peperoncini!.

La semina “indoor”
La semina indoor dei peperoncini può realizzarsi direttamente in terriccio oppure su altri substrati: tra questi ultimi verrà trattato il “metodo scottex”, sicuramente il più diffuso.
Come avviene nel caso della coltivazione al naturale, per ottenere una corretta e “rapida” germinazione dei semi di peperoncino, sono essenzialmente necessari calore e umidità.
Nella semina indoor queste due condizioni si garantiscono grazie all’utilizzo di un germbox (box di germinazione), di facile costruzione.
Le tipologie di questa curiosa strumentazione possono essere tantissime e ce n’è davvero per tutti i gusti poiché, fondamentalmente, altro non si tratta che di un contenitore riscaldato ed in grado di mantenere una certa temperatura e umidità al suo interno. Ognuno di noi, quindi, può tranquillamente cimentarsi nel costruire questo importante strumento (si legga più avanti la costruzione del germbox).
Prima di proseguire, è opportuno sottolineare come la nascita dei peperoncini avvenga in modo particolare.
Molti di noi sono infatti abituati a veder spuntare dal terreno di semina le prime foglioline (i cotiledoni) della nuova piantina e non il…fusto!. Nel caso dei peperoncini, invece, avviene proprio quanto appena citato: dal terriccio spunterà il cosiddetto “archetto”, ovvero il fusto della piantina che, in questa caratteristica fase, assume la forma di “U” rovesciata.
Nell’arco di poche ore, il fusticino si solleverà definitivamente “trascinando” con sé le prime foglioline (i due cotiledoni) che inizieranno ad aprirsi e ad assorbire luce.
Da questo momento sarà importante trasferire le piantine in un ambiente adeguatamente illuminato: nella tecnica indoor, il fabbisogno di luce per il processo di fotosintesi clorofilliana e il conseguente sviluppo delle piantine sarà garantito dall’utilizzo di un lightbox (box di illuminazione).

Dotarsi di un box di germinazione consente di anticipare l’epoca di semina (ad esempio fine gennaio-febbraio al Nord Italia) e garantisce migliori possibilità di un cospicuo raccolto nel corso della stagione estiva-autunnale, ovviando alla lunghezza del ciclo colturale del peperoncino (è da tenere presente che alcune specie impiegano anche 120-150 giorni prima di maturare i primi frutti!!).

La semina direttamente in terriccio
Per la semina in terriccio possono essere utilizzati dei bicchierini da caffè da 80cc, riempiti conterriccio universale o da semina (più indicato e più fine rispetto al primo), forati sul fondo per consentire lo sgrondo dell’acqua in eccesso, adeguatamente bagnati una volta seminati i semi, coperti con uno strato di pellicola trasparente (questo servirà per conservare l’umidità del terriccio più a lungo) e riposti in un ambiente riscaldato.
I semi andranno interrati ad una profondità pari a circa il diametro del seme (indicativamente 3 o 5mm possono andare bene). Prima di bagnare il terriccio è opportuno posizionare uno strato di vermiculite, un materiale inerte che ha la funzione di trattenere umidità impedendo l’eccessivo disseccamento della superficie di semina (Fig.1-2-3).
In ogni bicchierino è raccomandabile posizionare un solo seme: si eviterà così di dover sfoltire successivamente le piantine (riducendo “sprechi” di semi puri!) o di doverle separare (operazione spesso difficoltosa dato l’intreccio che si formerà tra le varie radici delle nuove piantine).
Una volta ben bagnato il tutto è utile coprire i bicchierini con uno strato di pellicola per alimenti (quella trasparente per capirci), in grado di ridurre l’evaporazione e creare una sorta di effetto condensa che permetterà di mantenere umido più a lungo il terriccio (Fig.4).
Nei giorni successivi, in attesa della germinazione, il terriccio nei bicchierini andrà mantenuto costantemente umido, ma, attraverso l’utilizzo di vermiculite, pellicola trasparente e posizionando gli stessi nel germbox, questa condizione sarà molto probabilmente già di per sé assicurata.
I bicchierini, riposti all’interno del germbox (alla temperatura di 25-30°C), andranno controllati ogni giorno per valutare la loro condizione: qualora si rivelasse necessario, come già detto, occorrerà provvedere alla loro umidificazione e, nel caso si notino le prime nascite (i primi archetti), andranno spostati nel lightbox (box di illuminazione) o comunque vicino ad una fonte luminosa (finestra).

Fig.1 – Terriccio da semina inumidito all’interno di bicchierini da 80cc   

Fig.1 – Terriccio da semina inumidito all’interno di bicchierini da 80cc

Fig.2 – Semi di peperoncino posizionati sul terriccio in attesa di essere interrati e coperti con vermiculite

Fig.2 – Semi di peperoncino posizionati sul terriccioin attesa di essere interrati e coperti con vermiculite

   Fig.3 – Copertura con strato di vermiculite   

Fig.3 – Copertura con strato di vermiculite

 Fig.4 – Copertura con carta pellicola trasparente

Fig.4 – Copertura con carta pellicola trasparente

La semina su “scottex”

Come accennato in precedenza, esistono altre metodologie di semina che prevedono, almeno nella fase iniziale, substrati di germinazione diversi dal terriccio (scottex, cotone, dischi di torba, ecc.).
Il metodo più “affidabile” e diffuso per quanto riguarda la coltivazione indoor dei peperoncini è sicuramente il metodo “scottex”.
Questo procedimento consente di mettere a germinare molti semi contemporaneamente e, cosa non trascurabile, in un minor spazio.
Ciò è un grande vantaggio quando si ha a che fare con varietà “difficili” come i chinense o i wild per le quali, spesso, si hanno bassi valori di germinabilità, o con semi “datati”, cioè di due o più anni, i quali, se conservati in modo non adeguato e per il decorrere stesso del tempo, perdono energia germinativa e germinabilità.
Come suggerito da molti “guru dei peperoncini”, è inutile applicare questa tecnica se si ha intenzione di coltivare poche piante: tanto vale risparmiare un po’ di fatica e tempo seminando direttamente in terriccio.

Il metodo “scottex” può essere realizzato utilizzando una scatola porta minuterie (reperibile presso i vari ferramenta o rivenditori di materiale per il fai da te), un sottovaso chiuso all’interno di un sacchetto di plastica, una vaschetta in plastica a sua volta sempre chiusa dentro un sacchetto in plastica o comunque coperta da carta pellicola, oppure qualsiasi altra scatola (meglio se non in cartone data l’umidità!) richiudibile e inseribile nel germbox.
All’interno di questi contenitori verranno collocati dei veri e propri pezzetti di “scottex” o altro materiale simile, inumiditi fino alla loro massima capacità, sui quali saranno posizionati i semi.
In questo articolo descriveremo il “metodo scottex” utilizzando una scatola porta minuterie.
All’interno dei vari spazi della scatola occorre inserire dei pezzetti di “carta da cucina”: in questo caso sono state utilizzate strisce ricavate tagliando fazzoletti di carta (Fig.5-6).

 

Fig.5 – Strisce di scottex pronte

Fig.6 – Strisce di scottex posizionate

Su queste “strisce” saranno appoggiati i semi (Fig.7), a mano libera oppure utilizzando delle semplici pinzette facendo attenzione, ovviamente, a non danneggiarli. Una volta ripiegate su sé stesse (i semi si troveranno così tra due strati inumiditi) e avvalendosi di una siringa dalla quale è stato rimosso l’ago, si inumidiranno le strisce fino alla loro massima capacità (Fig.8), si richiuderà la scatola porta minuterie e si metterà il tutto all’interno del germbox alla temperatura, assolutamente controllata, di 25-30°C (Fig.9).

Fig.7 – Posizionamento semi   

Fig.8 – Inumidimento con siringa

Fig.8 – Inumidimento con siringa

 

Fig.9 – Germbox in funzione

Da questo momento occorrerà controllare quotidianamente la scatolina con all’interno i semi per verificare l’avanzamento delle germinazioni.

Quando i semi iniziano a germinare, per prima cosa emettono una radichetta (Fig.10-11 ): ogni volta che se ne vedrà spuntare una occorrerà prelevare tempestivamente il seme (utilizzando delle pinzette) e interrarlo (come si è visto per la semina diretta in terriccio), facendo attenzione a non danneggiare la delicata radichetta (Fig.12-13).

Fig.10 – Radichetta emessa su scottex

Fig.10 – Radichetta emessa su scottex

Fig.11 – Radichetta emessa su scottex

Fig.11 – Radichetta emessa su scottex

Fig.12 – Trasferimento sul terriccio del seme con radichetta

Fig.12 – Trasferimento sul terriccio del seme con radichetta    

Fig.13 – Seme con radichetta posizionato sul terriccio

Fig.13 – Seme con radichetta posizionato sul terriccio

In genere, nell’arco di 2-3 giorni, dai semi germinati su scottex e successivamente interrati, spunteranno gli archetti e sarà quindi giunto il momento di passare i bicchierini nel lightbox.

Fig.14 – L’archetto

Fig.14 – L’archetto

Nel corso della lettura, probabilmente, vi sarà sorta una domanda: cosa fare quando germinano più semi di quante piante si vogliono coltivare?!.
Le risposte sono due: o si buttano (soluzione crudele!) oppure si tengono e si regaleranno le piantine in eccesso agli amici. A voi la scelta definitiva!.

Il Germbox
Abbiamo già accennato quale sia la funzione di quest’attrezzatura. Veniamo ora alla sua costruzione.
Prima di passare alla descrizione di un germbox per coltivatori “esperti”, annotiamo un esempio digermbox alternativo, alla portata di tutti, più semplice e comunque efficace.

Il germbox “base” può essere essenzialmente allestito utilizzando un router o un decoder (che forniranno calore) sui quali appoggiare una scatola chiusa all’interno della quale saranno posizionati i bicchierini da 80cc con i semi oppure una scatolina porta minuterie contenente i semi messi a germinare su scottex. Con un germbox di questo tipo sarà importante controllare la temperatura che non dovrà superare i 30°C (la temperatura ideale è di 25-28°C). Nel caso i 30°C vengano superati sarà necessario creare un sistema che permetta di distanziare leggermente i vasetti dalla fonte di calore.
Ovviamente, l’adozione di questa pratica semplicistica potrà essere seguita da chi ha intenzione di coltivare al massimo una ventina di piante. In ogni altro caso è opportuna la realizzazione di un vero germbox!.

Ecco invece la descrizione dettagliata della costruzione di un germbox “avanzato”.

Costruire il germbox

Il materiale necessario per la realizzazione del “box di germinazione” è essenzialmente rappresentato da: un contenitore (in materiale plastico va benissimo); un pannello di materiale isolante (polistirene, polistirolo, PVC, o altro) reperibile presso rivenditori di materiale per l’edilizia; carta stagnolanastro adesivo di tipo americano; graffette fissacavo (ritrovabili nelle rivendite di materiale elettrico); un cavo riscaldante (ad esempio quelli utilizzati nell’allevamento dei rettili) ed un termostato dotato di sonda esterna (che servirà per il controllo della temperatura e del funzionamento del cavo riscaldante) reperibile nei rivenditori di attrezzature per rettili o nei centri acquari; un termometro per il controllo della temperatura; sabbia di fiume lavata e sterilizzatacolla vinilica.

La dimensione del contenitore dovrà essere valutata in funzione della quantità di piantine che si vorranno far nascere più o meno contemporaneamente.
Nell’esempio qua citato il contenitore misura: 56x39x19cm e può ospitare circa 30-35 bicchierini da caffè da 80cc oppure due scatole porta minuterie da 16 spazi ciascuna.
Anche la potenza del cavo riscaldante andrà ponderata in funzione dello spazio, o meglio, del volume che si vorrà riscaldare: nel nostro caso un cavo da 50W è sufficiente. Il funzionamento dello stesso dovrà essere necessariamente controllato da un termostato dotato di sonda esterna che andrà posizionata in un bicchierino da 80cc (non coperto da carta pellicola) al cui interno sarà posto terriccio inumidito (come se si trattasse di una semina).

Per iniziare la costruzione del germbox occorre incollare (con silicone o colla vinilica) la lastra di materiale isolante, opportunamente dimensionata, sul fondo del contenitore in plastica: nell’esempio qua pubblicato è stato utilizzato materiale isolante normalmente impiegato per il rivestimento delle tubature e che, già di per sé, è “adesivo” su un lato (Fig.15).

Fig.15 – Contenitore in plastica con isolante

Fig.15 – Contenitore in plastica con isolante

Una volta incollato l’isolante, lungo il perimetro interno del contenitore si posiziona una striscia di scotch di tipo americano in modo tale da ottenere un piano uniforme, chiudendo così le inevitabili fessure ritrovabili tra l’isolante e le pareti del contenitore (Fig.16).

Fig.16 – Particolare dello scotch americano

Fig.16 – Particolare dello scotch americano

Dopodiché occorre incollare, utilizzando colla vinilica, uno foglio di carta stagnola che impedirà un contatto diretto tra il cavo riscaldante e l’isolante (Fig.17).

Fig.17 – Carta stagnola incollata sull’isolante

Fig.17 – Carta stagnola incollata sull’isolante

Terminata anche questa operazione occorre iniziare a posizionare e fissare (con apposite graffette fissacavo – vedi Fig.18) il cavo riscaldante. È importante che tutta la porzione riscaldante del cavo venga fatta stare all’interno del contenitore: sarà perciò necessario far fare delle anse al cavo stesso (Fig.19).

Fig.18 – Graffetta fissacavo

Fig.18 – Graffetta fissacavo

Fig.19 – Anse del cavo riscaldante

Fig.19 – Anse del cavo riscaldante

L’ingresso del cavo (così come della sonda del termostato) sarà reso possibile praticando un foro di opportune dimensioni sulla parete del contenitore (Fig.20).

Fig.20 Foro di entrata cavo

Fig.20 – Foro di entrata/uscita cavi e sonde

Come ultima operazione, infine, è necessario versare, sul fondo del germbox, uno strato di sabbia di fiume lavata e sterilizzata (in forno a 130°C per 2 ore) alto circa 2cm: in questo modo tutto il cavo sarà coperto e verrà creato un piano “liscio” su cui poter operare (Fig.21-22).

Fig.21 – Sabbia sul fondo del germbox

Fig.21 – Sabbia sul fondo del germbox

Fig.22 – Germbox chiuso con coperchio

Fig.22 – Germbox chiuso con coperchio

Il cavo riscaldante, come già ricordato, dovrà essere collegato ad un termostato la cui sonda sarà fatta passare all’interno del germbox (che è per forza di cose un recipiente chiuso) attraverso un foro praticato in una delle pareti del box.
All’interno del germbox è opportuno posizionare, quando si inizieranno le operazioni di semina, un termometro dotato anch’esso di sonda esterna, in modo da poter controllare il corretto funzionamento del termostato. La sonda del termometro dovrà essere posizionata all’interno del terriccio del bicchierino utilizzato come controller (già utilizzato dalla sonda del termostato).
La temperatura da impostare (e garantire) per ottenere germinazioni in tempi rapidi è compresa tra i 25 e i 30°C.

Estratto da: A.Sichel – Guida Tecnico-Pratica alla coltivazione del peperoncino piccante

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